29.04.2012

IL “CACCIATORE” DI TARTUFI

 

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IL “CACCIATORE” DI TARTUFI
L’unico, fra gli esemplari delle tante razze riconosciute, a saper trovare l’oro della terra, il tartufo, cogliendone la magica emanazione.
E dire che ebbe origine e ottenne lodi come cane da acqua, capace di raggiungere la selvaggina colpita e riportarla alla barca, nuotando persino in stagni parzialmente ghiacciati, in cui si era lanciato per il recupero.
Ha il carattere sobrio dei campagnoli autentici e le forme tipiche di un cane che giunge dal passato ma che continua a far della conquista dell’attualità - con sempre nuovi ammiratori un successo.
Complice il carattere allegro, coinvolgente, l’aspetto davvero gradevole con tutti quei riccioli che paiono appiccicati l’uno accanto all’altro, l’occhio vigile e la disponibilità totale verso le persone che ama. Il colore del mantello, bianco sporco, bianco a macchie marroni o arancio, roano-marrone, marrone unicolore o arancio unicolore lo rendono comunque unico.Le sue origini risalgono agli Etruschi e nella necropoli di Spina, nei pressi di Ferrara, furono ritrovate alcune immagini che ricordano proprio il Lagotto, simile a quello accanto a cui si fece ritrarre un Gonzaga di Mantova. Il nome, lagotto appunto, un tempo indicava gli abitanti o comunque i “coltivatori” delle valli da pesca o degli impianti per caccia agli acquatici nell’Emilia Romagna.
Le bonifiche ridussero la caccia e cancellarono il lavoro a molti accompagnatori nel- le valli e così il lagotto trovò una seconda coinvolgente “occupazione” come cane da tartufi anche in questo meritando la lode. Verso la metà degli anni Settanta rischia- va di scomparire nella sua tipicità ed un gruppo di appassionati si dedicarono al recupero della razza, alla salvaguardia ed allo sviluppo: obiettivi in breve tempo pienamente raggiunti.
Lo standard elaborato dal dottor Antonio Morsiani fu approvato dall’ENCI nel 1992.
THE TRUFFLE “HUNTER”
The only one among the many recognized breeds which knows how to find gold in the earth, i.e. truffles, reaping its magical emergence.
And to think that it originated and won praise as a water dog, able to reach the shot game and bring it back to the boat, swimming even in partly frozen pools into which it dived to retrieve the prey.
As with genuine companions it has a sober character and the typical forms of a dog stemming from the past but one which still continues to win over more and more new admirers.
This is thanks to its cheerful and excitable character, also the highly attractive appearance with all those curls which seem to nestle one into the other, the keen ears and total attachment to persons loving the Lagotto.
Coat colours are off-white, white with brown or orange patches, brown roan, all-brown or all-orange, which have made the dog unique. Its origins go back to the Etruscans and in the necropolis of Spina, near Ferrara, certain images have been found recollecting the Lagotto, similar to the one depicting a member of the Gonzaga family of Mantua.
The very name, Lagotto, once indicated the inhabitants or at least the “farmers” of the fishing valleys or aquatic hunting facilities in Emilia Romagna.
The drainage reduced the hunting and wiped out the work for many accompanier dogs in the valleys and so the Lagotto found a second thrilling “job” as a truffle dog deserving praise also in this case.
During the mid 1970s the dog risked extinction as type and a group of enthusiasts devoted themselves to retrieving, rescuing and developing the breed: these objectives were fully reached in just a short time. The standard, drawn up by Dr. Antonio Morsiani, was approved by ENCI in 1992.

 

04.02.2012

ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE MILANO 2012 -- MOSTRA SPECIALE

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Sofia figlia di Lucilla e Misterino

prop. Signorina Cecilia

Sofia durante l'esposizione internazionale di Cremona dove ha ottenuto la qualifica di molto promettente 1^ nella classe juniores con il giudice Sig. Franco Ferrari.

 

 

 

Sofia.jpg Sofia  DSC_0459.JPG primo pasto con tartufi,  fratelli e sorelle

PROVA DI LAVORO   --  GUBBIO  --  2011
GUBBIO (PG)

20 novembre 2011
40 partecipanti

Campioni maschi (giudice Franco Billi): 1° ecc LAMPO all. Cambi M. prop. Baroncelli A.
Libera maschi (giudice Franco Billi): 1° ecc cert ORAZIO della Cascinetta all. e prop. Bassi F. 2° ecc ERCOLE all. e prop. Magnani L., 3° ecc OLAF della Cascinetta all. e prop. Bassi F.
Giovani maschi (giudice Franco Billi): 1° ecc ORFEO all. Lamponi S. prop. Grilli S., 2° ecc PARSIFAL all. e prop. Cortopassi G., 3° mb HAMMER della Principessa del Monte Ingino all. Petroni R. prop. Perilli G.
Esordienti maschi (giudice Fabrizio Caira): 1° mp GIL all. Gracci R. prop. Bassi F. 2° mp PATO della Principessa del Monte Ingino all. e prop. Petroni R., 3° mp GINKO all. e prop. Rondinini L.
Veterani maschi (giudice Franco Billi): 1° ecc EOLO del Monte della Dea all. Caira F. prop. Rondinini L., 2° b ELVIS del Monte della Dea all. Caira F. prop. Petroni R.
Libera femmine (giudice Luciano Landi): 1° ecc cert TELETHONBABY all. e prop.Cortopassi G. 2° ecc TOSCA all. e pop. Giglioni P., 3° ecc OLIMPIA della Cascinetta all. Bassi F. prop. Andreoli A.
Giovani femmine (giudice Luciano Landi): 1° ecc DIDA all. Baroncelli A. prop. Trabucco L., 2° mb CARLOTTA all. Auriti R. prop. Marcelli M., 3° mb NEVE all. Magnani L. prop. Vicchi F.
Esordienti femmine (giudice Fabrizio Caira):1° mp CUBA all. Colangelo G. prop. Poggini A. 2° mp RONA della Cascinetta all. Bassi F. prop. Tanos L. 3° mp SOFIA prop. Grilli S.
Veterani femmine: 1° ecc PUKI del Ginestreto all. e prop. Zavagli E., 2° ecc JOLIE all. e prop. Baroncelli A., 3° ecc SAETTA all. Govi F. prop. Grilli S

MOSTRA SPECIALE  -- MILANO -- 2012

ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE MILANO 2012 -- MOSTRA SPECIALE

14 gennaio 2012

Giudice Claudio de Giuliani, 21 iscritti
Classifica
Libera maschi:   1° ecc cac cacib bos CIVETTA dei Boschi D’Oro all. Damaschin C. prop. Schmidt S. , 2° ecc ris.cac ris.cacib  DANTE delle Gualdarie all. e prop. All. delle Gualdarie , 3° ecc  GUSTAVO della Taparina all. Farné M. prop. Bocchini L.
Intermedia maschi: 1° ecc  DIEGO delle Gualdarie all. e prop. All. delle Gualdarie, 2° mb CESARE all. Auriti R. e prop. Zeidler G., 3° b LAPO all. Negroni M. prop. Nicolai M.
Juniores maschi: 1° p Villa Bottacci ICARO all. Bottacci C. prop. D’Ambrosio D.
Campioni femmine: 1° ecc ris cacib BEATRICE for Gualdarie all. Masini W. prop. All. delle Gualdarie,  2° ecc BEATRICE della Metaurense all. e prop. Ciacci L.
Libera femmine: 1° ecc  cac cacib bob Gleska GOODY-GOODY all. Bäckman C. e Olofsson R. prop. van Gemert K. e Bäckman C ., 2° ecc ris.cac ris. cacib LIRA all. Molari F. prop. Ricci G., 3° mb BRITNEY all. Ballardini E. prop. Venturini A.
Intermedia femmine: 1° ecc OSANNA di Casa Cleo all. Landi L. prop. Pontoglio V.
Giovani femmine1° mb CUBA all. Colangelo G. prop. Poggini A.
Juniores femmine: 1° SOFIA di Villa Federici all. Federici F.. prop. Grilli C.G.

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miglior coppia: VASCO di Casa Cleo e OSANNA di Casa Cleo
– Sofia continua la sua scalata verso il titolo mondiale
- Esposizione Internazionale di Mantova del 04/03/2012

1^ Eccellente Classe Giovani (Giudice Sig. Lombardi Claudio)

- Esposizione Nazionale di Lodi del 11/03/2012

2^ Eccellente Classe Giovani (Giudice Sig. Bezzecchi Giulio)

- Esposizione Nazionale di Reggio Emilia del 17/03/2012

1^ Eccellente Classe Giovani (Giudice Sig. Bottero Amedeo)

 

30.10.2011

Il Tartufo

Il tartufo è un fungo ipogeo cioè cresce spontaneamente sottoterra fino a 40-50 centimetri di profondità, ha forma di tubero ed è costituito da una massa carnosa, detta gleba, rivestita da una sorta di corteccia chiamata peridio. La gleba, di colore variabile dal bianco al nero, dal rosa al marrone, è percorsa da venature ramificate che delimitano degli alveoli in cui sono immerse delle grosse cellule (gli aschi) contenenti le spore.

Il peridio può essere liscio o sculturato e di colore variabile dal chiaro allo scuro.

 

Il tartufo appartiene alla famiglia delle Tuberaceae, classe degli Ascomiceti, e si sviluppa dai 200 ai 700 metri sul livello del mare; la sua crescita a quote superiori risulta impossibile perchè resterebbe danneggiato in caso di gelate invernali. Il tartufo si ricerca abitualmente con la collaborazione del cane appositamente addestratoche, con il suo olfatto, riesce a percepirne l'odore a decine di metri di distanza. Il periodo migliore per la sua raccolta e l'autunno avanzato, nei mesi di Ottobre e Novembre.

Al momento della commercializzazione il tartufo viene contrattato a seconda della scelta e della grossezza in quanto gli esemplari più grossi hanno un valore superiore a quello che dovrebbero avere in relazione al loro peso.

Sotto la denominazione di tartufo sono solitamente comprese anche le terfezie, dette anche tartufi del deserto. Si trovano nelle aree desertiche e semi-desertiche dei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

Italia si trova il maggior numero di tartufi sia per specie che per quantità ed è praticamente possibile raccogliere nel territorio italiano tutte le specie di tartufo impiegate in. Tra le zone più prolifiche per la raccolta del tartufo bianco si trovano, oltre alle province di AlbaAsti, la zona di San Miniato in Toscana, quella di Acqualagna in provincia di Pesaro-Urbino, e San Pietro Avellana in provincia di Isernia. Molto più comune invece il tartufo nero, che vede in Umbria una delle zone più vocate alla sua produzione. Anche la Francia è famosa per il tartufo nero pregiato (tuber melanosporum) e lo scorzone (tuber aestivum). Altra nazione importante è la Spagna con le stesse specie. Il tartufo bianchetto (tuber albidum) è praticamente presente in tutta Europa. In Cina si trova il tuber himalaiense, nell'America del nord il tuber texense e il tuber gibbosum.

Il tartufo e' un frutto della terra conosciuto dai tempi piu' antichi. Si hanno testimonianze della sua presenza nella dieta del popolo dei sumeri intorno al 1700 - 1600 a.C. I greci lo chiamavano Hydnon (da cui deriva il termine "idnologia" la scienza che si occupa dei tartufi), i latini lo denominavano Tuber, dal verbo tumere (gonfiare), gli arabi Ramech Alchamech Tufus oppure Tomer e Kemas, gli spagnoli Turma de tierra o cadilla de tierra, i francesi truffe, gli inglesi Truffle, infine i tedeschi Hirstbrunst,oppure Truffel.

Non essendo quindi ancora stabilita l'origine dei tartufi, la scienza unita alle credenze popolari coprirono il tartufo di mistero al punto che non si sapeva definire se fosse una pianta o un animale. Venne anche definito come una escrescenza degenerativa del terreno e addirittura come cibo del diavolo o delle streghe.

Nel '700 il tartufo Piemontese era considerato presso tutte le Corti uno dei prodotti più pregiati. La ricerca del tartufo costituiva un divertimento di palazzo per cui gli ospiti e ambasciatori stranieri a Torino erano invitati ad assistervi. Da qui forse nasce l'usanza dell'utilizzo di un animale elegante come il cane per la cerca.

Il tartufo è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell'albero con cui vive in simbiosi. Infatti nasce e si sviluppa vicino alle radici di alberi principalmente quelle del pioppo, del tiglio, della quercia e del salice, diventando dopo la formazione un vero e proprio parassita. Le caratteristiche di colorazione, sapore e profumo dei tartufi saranno determinate dal tipo di alberi presso i quali essi si sviluppano. Ad esempio i tartufi che crescono nei pressi della quercia,avranno un profumo più pregnante, mentre quelli vicino ai tigli saranno più chiari ed aromatici. La forma, invece dipende dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio.

Apprezzato per l'aroma e per il caratteristico sapore, le componenti principali sono proteine, grassi, carboidrati, acqua e ceneri, che risultano quantitativamente simili ad altri funghi edibili. L'alta percentuale di acqua contenuta (fra il 75 e il 90%) e la presenza di molecole non digeribili dall'uomo fanno si che il valore nutrizionale del tartufo non sia di primaria importanza.

Le principali varietà di tartufo sono:

-Il tartufo bianco pregiato, (Tuber Magnatum Pico) è considerato il tartufo per antonomasia perché riveste un'importanza commerciale notevole. Conosciuto anche come Tartufo d'Alba o del Piemonte perchè cresce in abbondanza soprattutto in questa regione (Monferrato e Langhe), ma lo si può trovare, anche se in minima parte, in alcune aree dell'Italia centrale e nel sud della Francia.

Le sue dimensioni possono variare a da quelle di un pisello a quelle di una grossa patata e, in qualche raro caso, può raggiungere il chilogrammo di peso. Esso ha un aspetto piuttosto globoso, con numerose depressioni sul peridio che lo rendono irregolare. La superficie esterna é liscia e leggermente vellutata. Il colore varia dall'ocra pallido al crema scuro fino al verdastro. La sua carne é inconfondibile e si presenta bianca e giallo grigiastra con sottili venature bianche. Il suo profumo piacevolmente aromatico e penetrante è diverso da quello degli altri tartufi e ciò lo rende unico nel suo genere.

simbiosi con querce, tigli, pioppi e salici e raramente lo si trova in concomitanza ad altri tartufi. Il tartufo bianco, per nascere e svilupparsi necessita di terreni particolari con condizioni climatiche altrettanto particolari: Il suolo deve essere soffice e umido per la gran parte dell'anno, deve essere ricco di calcio e con una buona circolazione di aria. Sono proprio questi fattori ambientali che fanno si che il tartufo bianco diventi un frutto raro e ambito. La raccolta è da Settembre a Dicembre.

-Itartufo nero pregiato (Tuber Melanosporum Vittadini), è il tartufo più celebre al mondo. Conosciuto come tartufo di Norcia, di Spoleto o truffe de Perigord per i francesi ha un aspetto abbastanza omogeneo e tondeggiante con verruche poligonali.

Il colore bruno nerastro della superficie assume sfumature color ruggine allo sfregamento. La carne o gleba é di colore scuro e a volte è attraversata da una fitta rete di venature biancastre. Il suo profumo é intenso, aromatico e fruttato. Cresce in Umbria, Marche, Toscana, Lazio e nelle aree più riparate del Veneto, della Lombardia, del Trentino, del Piemonte e della Liguria. Predilige zone collinari e montane in simbiosi con il nocciolo, il rovere e la farnia.

Dopo il tartufo bianco é considerato il più pregiato a livello commerciale ed é uno dei protagonisti della cucina internazionale. Il periodo di raccolta é da Dicembre a Marzo. Dove cresce il tartufo nero di solito la vegetazione scarseggia e sotto l'albero l'erba é rada a causa dell'azione del micelio. E' possibile osservare anche la presenza di una mosca particolare l'Anisotoma Cinnamomea che normalmente deposita le uova nelle vicinanze del tartufo.

-Il tartufo bianchetto, (Tuber Borchii Vittadini o Tuber albidum Pico) è un tartufo commestibile, detto comunemente tartufo marzuolo o tartufo di pineta. E' un tartufo molto ricercato per tradizione nelle zone della Toscana, della Romagna e delle Marche, nonostante abbia un valore commerciale inferiore al tartufo bianco.

Generalmente più piccolo del tartufo bianco pregiato, ha una superficie liscia, di colore bruno rugginoso o ocraceo. La polpa matura è di colore rosso-bruno solcata da venature bianche. Solo negli esemplari ancora immaturi il colore è biancastro, simile a quello del tartufo bianco. L'odore è la caratteristica che lo contraddistingue dal tartufo bianco, perché se all'inizio è tenue e gradevole in un secondo tempo diventa aglioso e nauseante. Cresce in terreni di tipo calcareo, spesso nei boschi di latifoglie e conifere. Il periodo di raccolta è da Gennaio a Marzo.

-Il tartufo estivo o scorzone (Tuber Aestivum Vittadini), può raggiungere dimensioni notevoli e si presenta molto simile al tartufo nero. La superficie esterna si presenta con verruche piramidali di colore bruno. Ha un odore aromatico intenso, ma al taglio lo si distingue da quello nero pregiato, perché la gleba non diventa scura, ma tende ad un giallo scuro. Cresce sia in terreni sabbiosi che argillosi, nei boschi di latifoglie ma anche nelle pinete. E' molto apprezzato ed é utilizzato per la produzione di insaccati e salse. Il periodo di raccolta é da Maggio a Novembre.

-Il tartufo nero invernale (Tuber Brumale Vittadini) spesso viene confuso con il tartufo nero pregiato perché condivide lo stesso habitat e lo stesso tipo di piante simbionti. Si presenta con una superficie leggermente verrucosa e di colore nero brunastro. All'interno la carne scurisce evidenziando le venature bianche. I carpofori sono di dimensioni variabili da quelle di una nocciola a quelle di un’arancia. L’odore è intenso, grato ma forte e negli esemplari maturi ricorda quello della rapa. Predilige terreni profondi, anche con un elevato contenuto di argilla e di solito ricoperti di muschio. Commercialmente il suo valore é dimezzato rispetto al nero pregiato. La raccolta va da Gennaio a metà Marzo.

-Il tartufo nero liscio (Tuber Macrosporum Vittadini). Anche se esso é poco conosciuto e solitamente non commercializzato, é molto apprezzato. Si distingue per l'odore vagamente agliaceo simile al tartufo bianco e la superficie é liscia con piccole verruche. Cresce in simbiosi con pioppi, tigli, querce e noccioli. Viene raccolto da Settembre a fine Dicembre.

-Il tartufo di Bagnoli (Tuber Mesentericum), è una specie molto simile allo scorzone ma si differenzia da esso per l'odore intenso, poco gradevole che richiama il fenolo. Si presenta scuro e verrucoso ed all'interno la carne é consistente e biancastra con venature bianche.

E' un tartufo molto diffuso in Italia centro-meridionale e viene raccolto più per motivi tradizionali che economici. Cresce in simbiosi con le querce, i faggi, le betulle e noccioli. Si raccoglie da Settembre a metà Aprile.

-Il tartufo moscato (Tuber brumale var. moschatum De Ferry) è un tartufo scuro, quasi nero, con piccoli aculei. Presenta una polpa inizialmente bianca poi nerastra e quindi nera, con delle venature bianche. L’odore caratteristico è quello di noce moscata. Vive negli stessi ambienti del Tuber brumale ed ha più o meno il suo stesso valore commerciale, anche se presenta un sapore più marcato. Si raccoglie da Novembre a metà Marzo.

-Il tartufo uncinato o tartufo nero di Frangno (Tuber uncinatum Chatin) Ha carpofori di grandi dimensioni variabili da quelle di un uovo a quelle di un'arancia, talora può superare i 10 cm di diametro. L'odore ricorda quello delle nocciole ed è più gradevole e spiccato che in Tuber aestivum. È un tartufo comune in Italia ed in Francia. In Italia è frequente soprattutto al centro-nord ove è particolarmente apprezzato e valorizzato. Matura in autunno, da Ottobre a Dicembre, nei boschi di latifoglie, su terreni prevalentemente argillosi o ricchi di humus.

Tra i tartufi neri citiamo ancora delle tipologie non commestibili, per il semplice fatto che possiedono sapori sgradevoli o duri e legnosi. Il Tuber Rufum, dal colore rossastro presente quasi tutto l'anno in boschi di latifoglie ha un odore forte e nauseante. Molto simile è il Tuber Ferrugineum, di colore rossastro tendente al ruggine, cresce nei boschi di latifoglie in inverno e primavera. Ha un odore agliaceo e marcescente come anche il Tuber Foetidum. Tutte queste specie non presentano sostanze tossiche, di regola hanno odori sgradevoli.